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Tra il 1220 ed il 1240 sorse il nuovo borgo del Piano, formato da genti provenienti da Collamato ed Attiggio. Dopo l'inglobazione dei nuovi nuclei abitativi mediante la costruzione di nuove mura si svilupparono nel nucleo storico della cittadina cantieri architettonici e pittorici di fondamentale importanza: Il Palazzo del Podestà (1255); gli affreschi di S. Agostino nella Pinacoteca (1280); la Fontana Maggiore (1285); la Chiesa di San Francesco delle Logge. Verso la fine del duecento, Fabriano, il cui agglomerato urbano si estendeva fino ai borghi sorti alla periferia del centro, fu suddivisa in quattro grandi circoscrizioni: ad est il quartiere S. Biagio con la Porta Pisana; a nord Castelvecchio con la Porta del Borgo; ad ovest il quartiere del Piano con la Porta del Piano; a sud quello di San Giovanni con la porta Cervara. Era il momento del governo delle dodici arti , all'antica arte dei fabbri si unirono quelle della lana, della concia delle pelli e della carta. Quest'ultima divenne molto fiorente e valse a Fabriano l'appellativo di "Città della Carta". Nella seconda metà del sec. XIV il libero Comune si trasformò in Signoria. Beneficiari furono i Chiavelli che gia nel XII sec. posero a servizio del Comune le loro milizie. Sotto la signoria dei Chiavelli, la città crebbe economicamente e anagraficamente, fiorì la scuola pittorica fabrianese e aumentò l'interesse per la cultura e gli studi umanitari. La signoria terminò con l'eccidio di tutti i figli maschi della famiglia e sembra che questa strage sia stata organizzata per preparare la strada alla seconda signoria quella di Francesco Sforza che durò per nove anni. |
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