S. Biagio in Caprile
Famosa per i bellissimi affreschi trecenteschi che l'adornavano, è stata opportunamente restaurata per iniziativa del Comune di Fabriano. In bella posizione, tra il torrente e la pineta, il cenobio fu edificato dai benedettini, tra il XII ed il XIII secolo. Ebbe vita fiorente, il cui culmine fu sicuramente toccato al tempo del Abate P. al quale spetta la committenza dei famosi affreschi al Maestro di Campodonico, nell'anno 1345. L'attuale costruzione mostra ancoraĠil perimetro di bella e nobile pietra, alleggerito in facciata dal portale archiacutoe nei da aperture ogivali. La chiesa, a nave unica, ha una copertura a botte e abside semicircolare

S. Biagio in Caprile

Abbazia di San Cassiano
Piccolo gioiello architettonico romanico-gotico, incastonato alle falde del monte Testagrossa. E' ricordato in documenti sin dal 1119, ma le sue strutture ogivali rimandano con certezza al XIII secolo. In tal senso si esprimono le linee slanciate dall'abside, spartito da lesene e decorato da una fila di architetti su mensolecon teste zoomorfe. Singolare la disposizione dell'interno, che in breve spazio riesce a contenere la tribuna e la cripta, dando vita a un organismo architettonico che non ha precedenti nella tradizione marchigiana.
 

Abbazia Santa Maria d'Appennino (m.500)
Antico ed importante monastero, è oggi ridotto a un cumulo di macerie, per la stoltezza degli uominie la limitatezza delle leggi. Sorto verso la metà del X secolo ad opera dei padri benedettini, nei decenni di maggior fulgore riuscì a dominare su una vastissima giurisdizione, grazie anche alla sua posizione di passaggio obbligato sulla vvia per l' Umbria. Delle antiche strutture restano ancora in piedi la chiesa, con il voltone a botte, e parte del chiostrino a due ordini. In un luogo assai suggestivo a ridosso del cupo bosco appeninico, il cenobio è lambito dalle opaline acque del Giano.

Abbazia S. Maria d'Appennino

Eremo dell'Acquarella
Abbaricata sulle scoscese pendici del monte Maltempo, la chiesetta eremitica di Santa Maria dell'Acquarella si affida, sia all'interno che all'esterno, alla piu classica semplicità e al nudo bozzato di pietra.
Sorta nel XIV secolo, vi si tenne nel 1529 il primo Capitolo Generale dei Cappuccini.
 

Eremo di GrottaFucile
Eremo ruprestre in posizione altamente suggestiva, con vista spettacolare sulla Gola della Rossa e sui monti di Frasassi. Vi abitò, in devota solitudine, San Silvestro, dal 1227 al 1231. In epoca successiva vi fu eretto un monastero(1265), del quale rimangona a testimonianza resti della facciata e una grande volta a botte, oltre ad alcune celle dei monaci eremiti scavate nella roccia.

Eremo di GrottaFucile

Eremo di S. Girolamo di Monte Cucco
E' sicuramente una delle mete più suggestive del territorio fabrianese abbarbicato sulle pareti scoscese del Monte Cucco, ormai rifugio del falco pellegrino. Posto in un bosco di castagni, l'eremo fu fondato nel 1521 dal Beato Paolo Giustiniani, primo degli eremi della Congregazione Camaldolese di Montecorona
 

Abbazia di Valdicastro (m. 720)
Fu famosa abbazia benedettina, eretta fra il 1005 e il 1009 da S. Romualdo, il quale, nel 1027, vi concluse i suoi giorni. Mantenne grande autorità e prestigio sino alla metà del '400, dopo di che ebbe inizio un lento declino. Fortemente rimaneggiata rispetto al disegno originale, l'attuale costruzione risale al 1262, ed è opera di un Maestro Tebaldo, come risulta dalla lunga istruzione leggibile all'interno della chiesa. Questa, è di semplici ma nobili forme ogivali con tre campate e tre absidi, scandite da finestre ed a bifore. affreschi di gusto popolaresco ne decorano le pareti.Dell'abbazia notevole è la sala capitolare, con volte a crociera e pilastri poligonali, abbelliti da interessanti capitelli.

Abbazia di Valdicastro

Eremo di S. Maria di Val di Sasso
Vi si accede per una stradetta sconnessa e impervia, che raggiunge un breve pianoro, a ridosso degli orti coltivati con pazienza dai frati. Antico cenobio edificato dai Benedettini nel XII secolo, nel 1210 vi fu ospite S. Francesco. Nel 1405 passò di proprietà a Chiavello Chiavelli, signore di Fabriano, e forse in quell'occasione si adornò del prezioso politico di Gentile, che le spoliazioni napoleoniche si trasferirono alla costituenda Pinacoteca di Brera, nel 1811. Oggi il fabbricato risulta umile e disadorno riedificato alla meglio col materiale di spoglio originale. Ciò malgrado, il luogo conserva un suo innegabile fascino, sopratutto grazie alla sua posizione, che si affaccia come un balcone ardito e stupendo sulla valletta cupa e angusta di Valleremita.
 

Eremo di San Silvestro
Fondato nel 1231 da S. Silvestro Guzzolini, istitutore di una Congregazione riformata dei Benedettini. Nel corso dei secoli, depredazioni e incendi hanno lasciato poco o nulla della primitiva costruzione. L'odierno fabbricato è opera del XVIII-XVIII secolo, di recente manomesso e rimodernato.La chiesina, di piacevoli linee settecentesca, si fregia di decorazioni a fresco del fabrianese Giovanni Lucci eseguite tra il 1737 e il 1759.

Eremo di S. Silvestro

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