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Fu fondata nel 1844 per
iniziativa dell'Accademia dei Disuniti, ebbe sede originariamente nel
palazzo municipale e alla prima dotazione di libri provvide il Comune, con
uno stanziamento di 50 scudi annui.
Nel 1848 la Biblioteca acquistò la libreria legale dell'avv. Barabani di
Macerata, di 1550 volumi, molti dei quali del sec. XVI e quell'anno, fu
compilato dal prof. Camillo Ramelli il primo catalogo.
Nel biennio 1861-62 furono acquisiti i volumi delle congregazioni
religiose soppresse e nel decennio si iniziò la compilazione del catalogo
per materie, ad opera dei fratelli Aurelio ed Augusto Zonghi. |
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A fine secolo la Biblioteca si arricchì con donazioni di fondi librari
(Berti, Mariotti, Ciavarini, Alfieri di Sostegno ed altri) e nel 1931
venne trasferita dal palazzo municipale nella vicina, sede dell'ex
Oratorio della Carità, edificato nel XVI sec. per la omonima Compagnia.
Nel 1942 l'Istituto incamerò la libreria del senatore Gianbattista
Miliani, donata dagli eredi e composta di 20.000 volumi di argomento
tecnico, agricolo, politico letterario.
Oggi i libri in dotazione sono oltre 88.000 ed il ritmo di accrescimento
è di circa 500 volumi ed opuscoli all'anno.Nel patrimonio della Biblioteca, oltre la dotazione di opere moderne di
cultura generale, particolare rilievo assumono i fondi antichi, tra i
quali:
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la raccolta di 258 manoscritti, i più antichi risalenti al XIV sec.;
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la collezione di 232 incunaboli dal 1470 al 1500, con pregevoli edizioni
di Aldo Manuzio, Nicolas Jenson, Johannes Amerbach, Anton Koburger e
diversi esemplari con preziose miniature:
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un fondo di oltre 2.000 cinquecentine italiane e straniere;
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l'edizione di Livorno del 1770 dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert
in 33 volumi.
Annesso alla Biblioteca è l'Archivio Storico Comunale con oltre 5.000
pergamene e documenti, i più antichi risalenti all'XI sec. |