SPORTELLO HANDICAP

SPORTELLO ANZIANI

SPORTELLO INFANZIA

SPORTELLO IMMIGRAZIONE

 

ANALISI SOCIO - DEMOGRAFICA

L'analisi socio-demografica condotta in questa ricerca aveva lo scopo, con una semplice analisi dei dati forniti dai CED dei comuni, di individuare le aree a rischio di disagio. Occorre, per una corretta esposizione, anticipare che per disagio sociale si intende l'insieme di situazioni personali, familiari e sociali che impediscono alle persone di relazionarsi in maniera proficua e costruttiva con il contesto sociale circostante.

Si è già dato ampio conto dei risultati elaborati dai dati forniti dal Comune di Fabriano: è opportuno qui offrire una lettura di quegli stessi dati in una prospettiva più prettamente sociologica.

Tab. 1 - Popolazione residente per nazionalità.
La lettura di questo dato ci fornisce la possibilità di verificare la presenza di due nazionalità, macedone e albanese, che da sole rappresentano la metà della popolazione straniera residente nel comune. Se a queste si aggiungono le nazionalità bosniaca, jugoslava e rumena l'assoluta predominanza è dell'area balcanica. Seconda, in termini di consistenza di residenti, è l'area nord africana. 

Tab. 2 - Popolazione per fasce di età.
Questo dato è interessante soprattutto se letto in relazione con altri risultati. Da questa tabella si possono trarre almeno tre considerazioni: primo, le fasce di età più consistenti sono quelle da 19 a 39 anni, che corrispondono generalmente con l'età lavorativa; secondo, il 50% della popolazione straniera ha meno di 29 anni; terzo, è interessante la consistenza del 7% della fascia fino a tre anni di età che lascia immaginare la presenza di un consistente numero di nati nel comune. 

Tab. 3 - Distribuzione della popolazione per fasce di età e titolo di studio.
La considerazione generale che tale risultato ci offre è che la popolazione straniera ha un discreto grado di istruzione, contrariamente al comune pensare. La metà della popolazione straniera ha almeno la licenza media; un quarto, il diploma superiore e 56 la laurea. Dal confronto con i testimoni qualificati è emerso che il titolo di studio rappresenta per i lavoratori stranieri sia un'opportunità sia una disagio: se, infatti, grazie al titolo di studio hanno occasione di migliorare la propria posizione lavorativa, allo stesso tempo, acquistare livelli retributivi superiori ai loro rispettivi colleghi italiani, con un livello di scolarizzazione mediamente più basso, genera sentimenti non collaborativi, ostili e anche decisamente razzisti.

Tab. 5 - Famiglie unipersonali.
Per famiglia unipersonale si conteggia l'intestatario della scheda anagrafica che non sia ricollegabile ad alcun nucleo familiare. Il dato è interessante perché indica la popolazione che vive da sola e quindi a moderato rischio di disagio, che si riferisce non solo alle necessità di assistenza di base ma anche a quelle relazionali. L'area a maggior rischio di disagio che il dato rileva è quella dei giovani di età compresa fra i 19 e i 29 anni, questo per due motivi: tale fascia di età è di per sé critica, tanto da meritare l'attenzione del legislatore regionale con la legge 46/95; in secondo luogo, i giovani compresi in questa fascia di età hanno difficoltà ad integrarsi con coetanei diversi dal proprio gruppo di appartenenza, esponendosi quindi maggiormente a rischi di emarginazione e di devianza.

Tab. 4 - Numero di componenti per famiglia.
Il dato delle famiglie è interessante perché il nucleo familiare, benché qui faccia riferimento alle indicazioni dell'anagrafe dove è nucleo familiare anche quello composto da conviventi non legati da legami di sangue, è un soggetto centrale nell'architettura sistemica del nuovo assetto dei servizi sociali. Tale dato va quindi letto come quantificazione di risorse attorno alle quali poter riferire eventuali progetti di intervento sociale. 

Tab. 6 - Donne capo famiglia per fasce di età.
Diversa è invece la condizione delle donne capo famiglia: questo dato indica aree a forte potenzialità di disagio, perché presumibilmente la donna capo famiglia, oltre ad avere le incombenze relative alla vita familiare, è anche impegnata nell'attività lavorativa. I bisogni che quest'area può esprimere possono essere numerosi. Il dato comunica una realtà abbastanza consistente, almeno 57 famiglie con donne molto giovani, che presumibilmente possono avere bisogno di un contatto da parte dei servizi sociali. In questo caso, infatti, il dato numerico, sebbene di più difficile lettura per un approccio descrittivo, è estremamente utile per identificare e pianificare interventi concreti di aiuto.

Tab. 7 - Numero di minori presenti per famiglia.
La presenza di minori in famiglia, specie se si fa consistente, può costituire un'area a riaschio di disagio. Dai dati emerge, infatti, una situazione che meriterebbe di essere adeguatamente vagliata dai serivizi sociali del territorio: se infatti, la presenza di 1 minore è da considerarsi normale, in particolare per una popolazione che, come si è avuto modo di osservare sopra, è molto giovane, diversamente si devono considerare le famiglie che hanno due minori (66), quelle che ne hanno tre (36) e quelle che ne hanno ancora di più (12). Queste famiglie possono avere urgente bisogno di servizi più svariati, da quelli di sostegno all'infanzia, come ad esempio asili nido, a quelli di assistenza a minori a rischio, ai centri di aggregazione, ludoteche ecc. come si è appena osservato, anche in questo caso il dato numerico può essere utile per progettare interventi diretti di aiuto.