Immigrazione
L'immigrazione
è l'insediamento
permanente o definitivo di persone in un Paese diverso
da quello originario o per turismo o al fine di
esercitare un'attività lavorativa o di studio.
Ciascuno Stato stabilisce le condizioni per l'ingresso
di cittadini stranieri nel proprio territorio. Per i
Paesi aderenti alla CEE vige il principio della libera
circolazione dei lavoratori e il diritto a stabilirsi in
ciascuno di essi. L'ammissione dei cittadini
extra-comunitari in Italia è subordinata alla garanzia
di possedere un'occupazione retribuita in Italia o
adeguati mezzi di sostentamento (legge n. 39 del 28
febbraio 1990).
Con la legge n. 40 del 6 marzo 1998 è stato approvato
un nuovo testo che porta alcune innovazioni: carta di
soggiorno illimitato per chi risieda in Italia da almeno
5 anni, possibilità di concorrere all'assegnazione di
alloggi pubblici, diritto all'assistenza sanitaria,
obbligo scolastico ai minori. Viene inoltre rilasciato
il permesso di soggiorno agli stranieri presenti in
Italia prima del varo della stessa legge, che abbiano
presentato in tempo la domanda e che siano in possesso
dei requisiti richiesti.
Per il cittadino di uno Stato appartenente alla CEE, in
seguito all'accordo di Schengen (1985) sono stati
progressivamente soppressi i controlli alle frontiere
comuni, per garantire la libera circolazione delle
persone all'interno della comunità. Per l'ordinamento
italiano è comunque obbligatorio ammettere lo straniero
che chieda asilo politico. A partire dalla metà degli
anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta è continuato
il flusso immigratorio nel nostro Paese, in larga parte
clandestino. Esso ha interessato particolarmente persone
provenienti dall'Est europeo, dall'area balcanica, dai
Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche
dall'Africa sub-sahariana.
Una consistente immigrazione si è avuta pure da varie
nazioni orientali e dell'America Latina. Difficile dare
conto della varietà delle motivazioni che
caratterizzano l'immigrazione verso l'Italia. Si può
solo affermare che essa è innanzitutto il risultato
delle gravi differenze economiche tra Nord e Sud del
mondo e del conseguente squilibrio demografico; a ciò
si debbono anche aggiungere gli esodi determinati dai
numerosi eventi bellici che si verificano nelle aree
marginalizzate del mondo. Esempi a questo riguardo sono
forniti dai tentativi di immigrazione clandestina in
Italia di Albanesi e Curdi negli anni Novanta.
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