GLI ATTORI DELLA LEGGE
Il Consiglio dei ministri fissa, ogni anno, il numero degli stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro e predispone, ogni tre anni, il “Documento programmatico” che delinea gli orientamenti e gli interventi di lungo periodo sull’immigrazione. Per regolare gli ingressi il governo ha firmato una serie di accordi con i governi dei paesi da cui proviene il numero maggiore di stranieri. Questi accordi puntano, da una parte, a regolamentare e controllare l’ingresso in Italia, soprattutto in base all’offerta del mercato del lavoro e alla disponibilità di posti nelle Università; dall’altra, a stabilire procedure per la riammissione degli stranieri espulsi. Forte impulso è stato dato agli strumenti che favoriscono l’integrazione degli stranieri regolari e alle misure di controllo e repressione dell’immigrazione
clandestina.
Regioni, province, comuni sono attori importanti della legge 40. Hanno competenze ampie sul fronte dell’immigrazione: contribuiscono a definire le politiche dell’immigrazione; presentano programmi e progetti per l’integrazione e l’affermazione dei diritti; gestiscono centri di accoglienza; collaborano con le associazioni di volontariato che operano sul territorio. Rappresentanti degli enti locali sono presenti in tutti gli organi consultivi istituiti dal
governo.
Le organizzazioni dei lavoratori offrono servizi di assistenza e orientamento agli stranieri e alle loro famiglie. Vigilano sull’andamento del mercato del lavoro, sulla regolarità dei contratti e denunciano condizioni di sfruttamento. I sindacati possono anche prestare garanzia per i cittadini stranieri che intendono venire in Italia per inserimento nel mercato del
lavoro.
Le associazioni e organizzazioni di volontariato offrono un importante contributo alla prima accoglienza e all’integrazione degli stranieri in Italia. Sono coinvolte nella gestione dei centri di accoglienza, possono prestare garanzia per l’ingresso, realizzano programmi di educazione interculturale, presentano progetti che possono essere finanziati dal Fondo nazionale per le politiche migratorie, hanno propri rappresentanti negli organi consultivi locali e
nazionali.
Le forze di sicurezza hanno compiti di controllo, respingimento e accompagnamento alla frontiera dei cittadini stranieri irregolari; gestiscono i centri di trattenimento temporaneo; esaminano le richieste di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno; sono impegnati sul fronte dell’accoglienza umanitaria e della repressione dell’immigrazione clandestina. Con l’ingresso dell’Italia nell’area Schengen, le forze di sicurezza agiscono in collaborazione con quelle dei paesi aderenti agli accordi attraverso sistemi informatici di controllo
integrati.
RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE O CONSOLARI ITALIANE ALL’ESTERO
Sono il primo contatto per gli stranieri che intendono recarsi in Italia. Le rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero rilasciano, infatti, il visto di ingresso; collaborano con le Autorità locali ed italiane per favorire l’inserimento dei lavoratori stranieri in Italia; possono fare da tramite per la presentazione del ricorso contro un provvedimento di espulsione dall’Italia.
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