Comune di Fabriano
 
TARSU
Tassa sullo smaltimento dei rifiuti


La T.A.R.S.U. e' disciplinata dal  D.Lvo 507/93, artt.58-81,e D.Lvo 566/93 riguardante  lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Presupposto Tassa
Categorie e Sottocategorie
Zone di effettuazione del servizio
Esclusioni ed Esenzioni
Altri casi di Esenzione
Inizio e Cessazione dell'occupazione e detenzione
Locali ed aree tassabili
Tariffe per particolari condizioni d'uso
Denuncie
Rimborsi
Sanzioni Amministrative

PRESUPPOSTO TASSA

La tassa e’ dovuta per l’occupazione o detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale ove il servizio e’ istituito ed attivato e comunque reso in via continuativa, nei modi previsti dal presente regolamento .
La debenza e’ ingenerata sia dalla occupazione di locali od aree che dalla detenzione. Per detenzione si deve intendere la disponibilita’ piena, indipendentemente dal titolo di proprieta’ od altro diritto reale immobiliare.-
Per l’abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta di pertinenza, la tassa e’ dovuta anche quando nella zona nella quale e’ attivata la raccolta dei rifiuti e’ situata soltanto la strada di accesso all’abitazione ed al fabbricato.
Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta una attività economica e professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata

CATEGORIE E SOTTOCATEGORIE

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l° Locali adibiti ad uso abitazione, dipendenze delle abitazioni, garages, cantine, soffitte, parti in comune ed aree.
 2° - Convitti, Collegi, Seminari, circoli culturali e ricreativi, sedi di organizzazioni: politiche e sindacali, di categoria ed associative, di soccorso e/o assistenza e/o volontariato (senza scopo di lucro) parti in comune ed aree.-
3° Scuole di ogni ordine e grado
4° Ospedali, istituti di cura pubblici, parti comuni ed aree ( limitatamente alle superfici che non
producono di regola rifiuti speciali)
4°A- Locali destinati a servizi o mense (non compresi in complessi produttivi), parti comuni ed aree.-
5°Autorimesse, tettoie, aree destinate a parcheggio autoveicoli a pagamento, pensiline, parti in comune ed aree.-
 Locali ed aree utilizzate a vendita, deposito, esposizione etc. di materiali edili e/o da costruzione, parti comuni ed aree.- Sale da ballo all’aperto, banchi di vendita all’aperto; aree scoperte utilizzate da bar, ristoranti e pizzerie.
7° Impianti sportivi coperti e no di natura non pubblica e palestre private, parti comuni ed aree.-
8° Locali ed aree di stabilimenti industriali, parti in comune ed aree ( Con esclusione di quelle superfici ove si formano di regola rifiuti speciali, tossici e nocivi) ; Opifici, laboratori artigiani, parti comuni ed aree (ove vi sia produzione di rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani sempre chè sia possibile lo smaltimento attraverso il normale servizio di raccolta nettezza urbana pubblico)
9° Magazzeni, depositi, sale d’esposizione, sale per convegni, sale di attesa, camere alberghi e pensioni; locali a vendita, deposito ed esposizione mobili; sedi di emittenti private, cooperative di produzione e consumo, teatri e sale cinematografiche; negozi di genere vario non compresi nelle categorie 100_120, parti comuni ed aree. lO°_Grandi magazzini escluso il reparto generi alimentari; negozi di giocattoli, casalinghi, articoli da regalo e sportivi, ferraraenta, articoli meccanici, vernici, elettrodomestici, prodotti per l’industria e agricoltura eventuali parti in comune ed aree.-
 ll° Cabine telefoniche e simili
12° Supermercati alimentari, farmacie, bar, pasticcerie, pizzerie, tabaccherie, fiori, macellerie, pollerie, ortofrutta, panetterie, alimentari, trattorie, ristoranti, profumerie, eventuali parti comuni ed aree.
13°Locali adibiti ad istituti di credito, assicurazioni, uffici, uffici commerciali, uffici direzionali e simili non compresi in complessi produttivi,studi professionali in genere, gabinetti medico sanitari, case di cura private, eventuali parti comuni ed aree;
14° Barbieri, parrucchiere, istituti di bellezza, estetisti, lavanderie, orificerie eventuali parti comuni ed aree
15° Sale da gioco, sala da ballo, locali di ritrovo e simili eventuali parti in comune ed aree.-
16° Aree adibite a campeggi, aree a servizio distributori carburanti, aree per esposizione e vendita autoveicoli, aree scoperte private attrezzate a giochi e svago, nonchè qualsiasi altra area scoperta ad uso privato ove possano prodursi rifiuti.-

Per i locali o le aree scoperte ad uso privato, ove possono prodursi rifiuti urbani, adibiti ad usi diversi da quelli sopra classificati si applica la tariffa relativa alla voce più rispondente all’uso.- In generale per le aree scoperte ad uso privato non ricomprese in una specifica categoria, va opera la tassazione con riferimento all’uso del locale a cui è asservita.

 

 

       ZONE DI EFFETTUAZIONE DEL SERVIZIO

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Il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni e’ svolto in regime di privativa dal Comune di Fabriano.
Il perimetro del servizio, l’eventuale estensione ad insediamenti sparsi, la sua forma organizzativa e le modalita’ di effettuazione, sono stabiliti dal Regolamento Comunale per la Disciplina del Servizio di Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani Assimilati e Pericolosi.-

La Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani ed assimilati è applicata tenendo conto dei seguenti criteri:
A - nelle zone in cui il servizio è reso in via continuativa ed i punti di raccolta rifiuti (cassonetti, bidoni, etc. . ) sono ad una distanza inferiore di metri 300 dall’utente la tariffa è applicata per intero;
B-nelle zone in cui non è reso il servizio ed i punti di raccolta rifiuti (cassonetti, bidoni, etc. . ) sono ad una distanza ricompresa tra i metri 300= ed i metri 600= dall’utente la tariffa è applicata nella misura ridotta pari al quaranta per cento della tassa.- ( Decorrenza dal 1.1.95 applicazione misura Quaranta per cento)
C - nelle zone in cui non è reso il servizio ed i punti di raccolta sono ad una distanza superiore a metri 600= dall’utente, la tariffa è applicata nella misura ridotta pari al trenta per cento della tassa.-

Le misure suindicate vanno riferite alla distanza esistente tra il punto di raccolta rifiuti urbani, regolarmente attivato ed istituito, ed i locali/aree dell’utenza, in presenza di strada di accesso privata , la distanza è misurata dal punto di raccolta rifiuti fino al punto d’inizio della strada privata, (la strada privata non viene conteggiata) .-

Le riduzioni previste ai punti B) e C) possono essere cumulate con quelle previste agli articoli 66 e 67 del D.L. 507/93, (se concesse, vedi regolamento agli art. 5 e 10 ) nel limite massimo complessivo massimo dell’ottanta per cento della tariffa ordinaria. -

 

 

ESCLUSIONI ED ESENZIONI

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Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perche’ risultino in obbiettive condizioni di non utilizzabilita’ nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obbiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione . 

La tassa è dovuta anche se il locale e le aree non vengono utilizzati purchè risultino predisposti all’uso. I locali per abitazioni si considerano predisposti alla utilizzazione se dotati di arredamento, ad eccezione che il titolare dichiari sotto la propria responsabilità che detti locali non siano dotati e/o allacciati a servizi quali acqua, energia elettrica, gas e telefono ed effettivamente non utilizzati e/o occupati.
Non sono oggetto di tassazione i locali in corso di ristrutturazione con regolare autorizzazione rilasciata dal Comune per la durata dei lavori stessi.

I locali e le aree a diversa destinazione si considerano predisposti all’uso se dotati di arredamenti, di impianti, attrezzature e, comunque, quando risulti rilasciata licenza o autorizzazione per l’esercizio di attività nei locali ed aree medesimi .

Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti solidi interni ed assimilati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari , di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato Esteri.-

Sono esclusi i locali adibiti a sedi, uffici e servizi comunali o a servizi per i quali il Comune sia tenuto a sostenere le relative spese di funzionamento.-(ai sensi art.67 D.L. 507/93 comma 1)
Sono esenti gli edifici adibiti in via permanente all’esercizio di qualsiasi culto, escluse, in ogni caso, le eventuali abitazioni dei Ministri del Culto. (ai sensi art. 67 D.L. 507/93 comma 1)
Sono esenti i locali condotti da Istituti di Beneficienza, i quali dimostrino di non possedere redditi propri superiori ad un quarto della spesa annua necessaria al funzionamento della istituzione.— (ai sensi art. 67 D.L. 507/93 comma 1)

Si concede l’esenzione al tributo a tutti parte di locali che hanno una altezza inferiore quanto il loro utilizzo è estremamente limitato, conseguentemente si ritiene irrilevante la produzione di rifiuti su tali superfici ai tassazione.— (ai sensi art. 67 D.L. 507/93 comma 1) quei locali o a cm. 70 in o inesistente, capacità di fini della

Ai fini della determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali o per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti.

Sono altresì esentati i locali riservati ad impianti Tecnologici, ove non si abbia normalmente la presenza dell'uomo .

All’articolo 10 del Regolamento Disciplina Servizio di Smaltimento dei Rifiuti Urbani Assimilati e Pericolosi si è proceduto a dichiarare assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti speciali assimilabili agli urbani di cui alla Deliberazione del Comitato Interministeriale del 27.7.1984, articolo 5 del D.P.R. n° 915/82, fissando il quantitativo massimo in kg.15/mq annuo .
Nel rispetto dell’articolo 62 comma terzo, paragrafo secondo, si concede una RIDUZIONE del DIECI per cento, sull’intera superficie ove l’attività viene svolta, esclusivamente a favore di coloro che producono, oltre ai rifiuti solidi urbani ed assimilati, anche rifiuti tossici e/o nocivi, infatti il costo di smaltimento di questi ultimi è a carico del produttore stesso.- Tale criterio è adottato per l’impossibilità di definire con esattezza le superfici di produzione specifiche per ogni tipologia di rifiuto.-

Le esenzioni e le riduzioni di cui al comma primo dell’articolo 67 del D.L. 507/93 sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura è assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all’esercizio cui si riferisce l’iscrizione predetta.

 Ai sensi dell’articolo 67, comma 1°, D.Lvo 507/93 si ritengono non soggetti a tassa:

- Le palestre e gli impianti sportivi delle scuole di ogni ordine e e grado.
- Le aree scoperte di pertinenza degli edifici scolastici (fatte salve disposizioni future in materia)
- Le aree scoperte destinate a deposito di materiali di rottamazione utilizzate dai soggetti regolarmente autorizzati ai sensi delle vigenti leggi.-
- Non è tassata l’area scoperta riferibile allo specchio d’acqua degli impianti dove viene svolta attività di pesca sportiva - ricreativa etc. 

 

            ALTRI CASI DI ESENZIONE

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Si riporta formulazione aggiornata "art.10 Rifiuti speciali assimilati ai rifiuti Urbani" Del. Consiliare 97 del 27/7/1994 

Ai sensi dell’articolo 21, comma 2, lettera G), del D. Lgs. n.22/97, è disposta 1 per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento, in assenza dei criteri fissati dallo Stato (art. 18, comma 2, lettera d.), come segue:

- A - il limite massimo quantitativo dei rifiuti è fissato in kg. 15/m desunto dal rapporto tra il costo medio stimato di smaltimento e la tariffa media applicata;

- B - nel rispetto di quanto previsto al n. 1, punto 1.1.1, lettera a), della Deliberazione del Comitato Interministeriale 27.7.1984, nonché del d.lgs. n. 22/97 ed in particolare dei divieti di cui all'art.43, si intendono assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti speciali che abbiano una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti urbani o, comunque, che siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli elencati a titolo esemplificativo alla lettera C);

 -C - TIPOLOGIE RIFIUTI:

-
Imballaggi in genere (di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili), contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte, lattine e simili), fatte salve, in ogni caso, le disposizioni dell’art. 43 del decreto legislativo n. 22/97;
- Sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica, cellophane , cassette , pallets;
- Accoppiati quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili;
- Frammenti e manufatti di vimini e di sughero;
- Paglia e prodotti di paglia;
- Scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura;
- Fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile;
- Ritagli e scarti di tessuto—di fibra naturale  e sintetica, stracci e juta;
- Feltri e tessuti non tessuti;
- Pelle e simil-pelle;
-Gomma e caucciù (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, come camere d’aria e copertoni;
- Resine termoplastiche e termo—indurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali;
- Imbottiture, isolanti termici ed acusticì costituiti da’ sostanze naturali e sintetiche, espansi plastici e minerali e simili;
-Moquettes, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;
-Materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili);
- Frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati;
- Manufatti di ferro tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili;
- Nastri abrasivi,
- Cavi e materiale elettrico in genere;
- Pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate;
- Scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di. caffè, scarti dell’industria molitoria e della pastificazione, partite di alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina e sanse esauste e simili;
- Scarti vegetali in genere (erbe, fiorì, piante, verdure, ecc.), anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e di trebbiatura e simili);
- Accessori per l’informatica;

In conseguenza dei divieti di cui all’art. 43 del d.lgs. n. 22/97, in materia di imballaggi, gli utenti che dimostrano di provvedere allo smaltimento degli stessi, ai sensi delle disposizioni legislative vigenti, possono avvalersi della riduzione del dieci pér cento sull superficie tassata, come previsto dall 5, penultimo comma, del vigente regolamento per l della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani interni ed assimilati.—
A tal fine gli interessati possono presentare apposita domanda di agevolazione con allegata autocertificazione attestante:

- denominazione o ragione sociale, sede legale , C.F.e/o P.L, del richiedente;
- per le società estremi anagrafici, c.f., residenza del legale rappresentante;
- decorrenza ed estremi del contratto stipulato per lo smaltimento dei rifiuti, tipologia dei rifiuti e frequenza del servizio previsto, ubicazione dell’insediamento produttivo interessato;
- denominazione e/o ragione sociale, sede, C.F. e/o P.I, della ditta (e suo legale rappresentante) che provvede allo smaltimento dei rifiuti e relativi estremi autorizzativi;
- il rispetto delle norme -legislative in materia di smaltimento dei rifiuti;
- la veridicità di quanto dichiarato;

E’ fatto obbligo all’utente di esibire idonea documentazione comprovante la qualità e la quantità dei rifiuti smaltiti, su richiesta dell’ufficio.
Le richieste di agevolazione pervenute avranno effetto a decorrere dal bimestre solare successivo a quello di presentazione.
Il termine iniziale delle agevolazioni decorre dal bimestre solare successivo alla data di approvazione del presente atto da parte del competente organo regionale di controllo.”—;

3) Di trasmettere il presente atto al CO.RE.CO., per il controllo preventivo di legittimità, ai sensi dell 17, comma 33,
L. 127/97;
4) Di dare atto che il presente provvedimento sarò. affisso all’albo pretorio, ex art. 47, comma 1, L. 142/90;
5) Di. trasmettere copia del presente atto al Ministero delle Finanze — Direzione Centrale Fiscalità Locale — Roma;
6) Di dare atto che l del presente deliberato è stata svolta dall’ufficio Tributi e dall’ufficio Tecnico Comunale rispettivamente dalla Dr. Simonetta Sargenti e dal Geom. Giovanni Cipriani, i responsabili dì procedimento sono rispettivamente il Dirigente dell’ufficio Tecnico Comunale Ing. Angelo Ronconi ed il Dirigente ff. dei Servizi Finanziari Rag. Teresa Berti;
7) Di dichiarare la presente deliberazione immediatamente esecutiva ex art. 47, comma 3 della Legge 142/90.


INIZIO E CESSAZIONE DELL'OCCUPAZIONE E DETENZIONE

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La tassa e’ corrisposta in base a tariffe commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
La tassa decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha inizio l’utenza.

Con decorrenza dall’1.1.95 - Nel caso di multiproprieta’ la tassa e’ dovuta dagli utenti in proporzione al periodo di occupazione o di disponibilita’ esclusiva ed e’ versata dall'‘Amministratore come previsto dall'‘articolo precedente.

La cessazione, nel corso dell’anno, dell’occupazione o detenzione di locali ed aree, da diritto all’abbuono della tassa a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui e’ stata presentata la denuncia della cessazione debitamente accertata.

In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di i il tributo non e ‘ dovuto per le annualita’ successive se l’utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l’occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa e’ stata assolta dall’utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d’ufficio.

 

LOCALI ED AREE TASSABILI

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Si considerano locali tassabili agli effetti del presente tributo tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o semplicemente posata sul suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato verso l’esterno, qualunque ne sia la destinazione o l’uso.

SONO comunque da considerarsi TASSABILI, esemplificativa, le SUPERFICI UTILI di:

A) -tutti i vani all’interno delle principali ( carriere, sale, cucine, ecc.) che interni all’abitazione, corridoi, anticamere ecc.) e cosi’ pure quelli delle dipendenze interrate rispetto al corpo principale  rimesse,autorimesse,ecc.) escluse le stalle agricolo e le serre a terra; abitazioni, sia accessori (ingressi , ripostigli, bagni, anche se separate o del fabbricato ed i fienili ad uso agricolo e le serre a terra;

B) -tutti i vani principali, secondari ed accessori adibiti a studi professionali, legali, tecnici, sanitari, di ragioneria, fotografici o a botteghe, a laboratori di artigiani e comunque ad attivita’ di lavoratori autonomi non individuati ed elencati separatamente;

C) -tutti i vani principali ed accessori adibiti ad esercizi di alberghi (compresi quelli diurni ed i bagni pubblici) , locande, ristoranti, trattorie, collegi, pensioni con solo vitto o alloggio, caserme, case di pena, osterie, bar, caffe’, pasticcerie, nonche’ negozi e locali comunque a disposizione di aziende commerciali comprese edicole, chioschi stabili o posteggi, al mercato coperto, nonche’ le superfici occupate dalle cabine telefoniche aperte al pubblico.-

D) -tutti i vani principali ed accessori adibiti a da ballo o divertimento, a sale da gioco o da ballo o simili esercizi pubblici sottoposti a vigilanza di sicurezza;

 

E) —tutti i vani ( uffici, sale scolastiche, biblioteche, anticamere, sale d’aspetto ed altre, parlatoi, dormitori, refettori, lavatori, ripostigli, dispense, bagni, ecc.) dei collegi, istituti di educazione privati, delle associazioni tecnico economiche e delle collettivita’ in genere, scuole di ogni ordine e grado;

F) -tutti i vani, accessori e pertinenze, cosi’ come individuati per le abitazioni private, nessuno escluso, degli enti pubblici, delle associazioni di natura esclusivamente culturale, politica, sportiva e ricreativa a carattere popolare, delle organizzazioni sindacali, degli enti ed associazioni di patronato, delle Unita’ Sanitarie Locali ( escluse le superfici che, per loro caratteristiche strutturali e per la loro destinazione, danno luogo di regola a rifiuti speciali di cui al n.2 del 4° comma dell’ art.2 del D.P.R. n.915/1982 ), delle caserme, stazioni, ecc.;

G) -tutti i vani accessori e pertinenze, cosi’ come individuati per le abitazioni private, nessuno escluso, destinati ad attivita’ produttive industriali, artigianali, commerciali e di servizi destinati alla produzione di rifiuti urbani ( sedi di organi, di uffici, depositi, magazzini, ecc.).

Si considerano inoltre TASSABILI, tutte LE AREE comunque utilizzate, ove possano prodursi rifiuti solidi urbani interni, ed in via esemplificativa:

1) -le aree adibite a campeggi, a sale da ballo all’aperto, a banchi di vendita, a parchi gioco, e alle rispettive attivita’ e servizi connessi, in sostanza qualsiasi area sulla quale si svolga un’attivita’ privata idonea alla produzione di rifiuti solidi urbani;
2) -qualsiasi altra area scoperta, anche se accessorio o pertinenza di locali ed aree assoggettati a tassa, quali giardini e parcheggi privati;
3) -le superfici di balconi e terrazzi, le aree dei distributori di carburante, comprese le aree adibite a lavaggio.-

 

TARIFFE PER PARTICOLARI CONDIZIONI D'USO

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Con decorrenza 1.1.95 si applicano le seguenti agevolazioni tariffarie (vedere la misura massima di agevolazione consentita con gli articoli n°5 , n°2 ultimo comma, presente regolamento):

A) riduzione di un terzo - per le abitazioni con unico occupante, sono escluse le pertinenze .

B) riduzione di un terzo - per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo, a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indi cando l'abitazione di residenza e l’abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento del Comune . -

C) riduzione di un terzo - per i locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte, adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l’esercizio dell’attivita’.- Fatto salva verifica da parte del Comune.

D) riduzione di un terzo - nei confronti dell’utente che risieda o abbia la dimora, per più di sei mesi all’anno, in località fuori del territorio nazionale.- (Nel rispetto delle circostanze riportate al punto “B” - riduzione non cumulabile a quella del punto “B”)

Le riduzioni tariffarie sono applicate sulla base degli elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione, con effetto dall’anno successivo.
Il contribuente e tenuto a comunicare entro il 20 Gennaio il venir meno delle condizioni per l’attribuzione dell’agevolazioni suindicate; in difetto si provvede al recupero del tributo a decorrere dall’anno successivo a quello di denuncia dell’uso che ha dato luogo alla riduzione tariffaria, con applicazione delle sanzioni previste per l’omessa denuncia di variazione.

 

 

DENUNCIE

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I soggetti tenuti al pagamento della tassa hanno l’ obbligo al Comune, entro il 20 Gennaio successivo ‘occupazione o detenzione, denuncia dei locali ed aree tassabili, redatta su appositi modelli a disposizione del Comune stesso.

La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilita’ siano rimaste invariate.

In caso contrario l’utente e’ tenuto a denunciare, nelle medesime forme, ogni variazione relativa ai locali ed aree, alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comunque influisca sull’applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia.

La denuncia deve contenere : l' esatta fabbricato, la superficie e destinazione dei aree denunciate e loro ripartizione interne, di occupazione e detenzione, gli elementi soggetti passivi; ubicazione del singoli locali ed la data di inizio identificativi dei soggetti passivi;

In particolare devono essere specificati:

a) Per le persone fisiche il cognome e nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, domicilio, di tutti i componenti del nucleo familiare o dei coobbligati che occupano o detengono 1 ‘ immobile a disposizione;

b) Per i soggetti diversi dalle persone fisiche la denominazione o esatta ragione sociale, il codice fiscale, la sede legale od effettiva, i dati identificativi e residenza dei rappresentanti legali, delle persone che hanno la rappresentanza ed amministrazione.

La dichiarazione deve essere sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale. Della presentazione e’ rilasciata ricevuta da parte dell’ufficio comunale. In caso di spedizione la denuncia si considera presentata nel giorno indicato dal timbro postale.

In occasione di iscrizioni anagrafiche o altre pratiche concernenti i locali ed aree interessati, gli Uffici Anagrafici Comunali sono tenuti ad invitare l’utente a provvedere alla denuncia nel termine previsto, fermo restando, in caso di omesso invito, l’obbligo di denuncia di cui al primo comma del presente articolo . -

Sono accettate le denuncie pervenute tramite posta relative a nuovi cespiti tassabili o di variazione, di cessazione di utenza, le richieste di riduzione/detassazione, anche se non formulate sugli specifici modelli messi a disposizione dal Comune.-

Al fine di agevolare l’applicazione della tassa in parola è possibile accettare denuncia unica, a nome del condominio, sottoscritta dal responsabile del condominio o da tutti i componenti del condominio stesso, comprensiva di tutte le superfici comuni siano esse locali od aree, con allegato elenco dei singoli utilizzatori o detentori dei locali.-

In caso di condomini con attività commerciali etc., in denuncia è fatto obbligo di operare la suddivisione delle superfici dei locali ed aree a seconda dell’utilizzo a cui sono destinate nel rispetto della classificazione effettuata con il presente regolamento.-

 

RIMBORSI

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Nei casi di errore, di duplicazione, di eccedenza del tributo iscritto a ruolo rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della commissione tributaria provinciale o dal provvedimento di annullamento o di riforma dell’accertamento riconosciuto illegittimo, adottato dal comune con l’adesione del contribuente prima che intervenga la sentenza della commissione tributaria provinciale, il Servizio Tributi dispone lo sgravio o il rimborso entro 90 giorni.

Lo sgravio o il rimborso della tassa iscritta a ruolo, riconosciuta non dovuta per effetto della cessazione dell’occupazione o conduzione dei locali o aree tassati, e’ disposto dal Servizio Tributi entro 30 giorni dalla ricezione della denuncia di cessazione o della denuncia tardiva di cui all ‘ art . 64, comma 4 , del D. L. 507/1993, da presentare, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla notifica del ruolo in cui e’ iscritto il tributo.

In ogni altro caso, per lo sgravio o rimborso di somme non dovute il contribuente deve presentare domanda, a pena di decadenza, non oltre due anni dall’avvenuto pagamento; lo sgravio o rimborso e’ disposto dal Comune entro 90 giorni dalla domanda.

Sulle somme da rimborsare è corrisposto l’interesse del SETTE PER CENTO SEmESTRALE a decorrere dal semestre successivo a quello dell’eseguito pagamento.-

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

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E' determinata ai sensi dell.’art.76, comma 2, del D.Lgvo n°507/93, così come modificato dal D.Lgvo 473/1997, art.12, comma 1, lettera d) e successive modificazioni e integrazioni;
- ai sensi dei D.Lgvi n°471-472-473/1997 e successive modificazioni;
- ai sensi della Delibera Consiliare n°100 del 28.9.98, di indirizzo del Consiglio Comunale, concernente i criteri di determinazione delle sanzioni e della loro entità, la misura d sanzione in € .258,00= per l’omessa risposta alla richiesta dati questionario.

1. Al decreto-legge 2 marzo l n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144, concernente, tra l’altro, l’istituzione dell’imposta comunale per l’esercizio di imprese e di arti e professioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 4, il comma 10 è abrogato;

b) l’articolo 5 è sostituito dal seguente: «Art. 5 (Sanzioni ed interessi). 1. Per l’omessa presentazione della denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell’ammontare del tributo dovuto, con un minimo di lire duecentomila.  

2. Se la denuncia è infedele si applica la sanzione f amministrativa dal cinquanta al cento per cento de maggiore imposta dovuta. .

3. Se l’omissione o l’errore attengono ad elementi non incidenti sull’ammontare dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da lire centomila a lire cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le violazioni la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.  

4. Le sanzioni indicate nei commi 1, 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.

5. La contestazione della violazione non collegata all’ammontate del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.

6. Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi di mora nella misura prevista dall’articolo 7, comma 3, della legge li mano 1988, n. 67.».

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